bravo Cristian
Penso: “Cosa staranno combinando i miei amici/compagni orsi del Trentino ? Cosa diranno le mie amiche femministe ?” Ed ecco che con un balzo tornano alla mia mente due piccoli episodi che ancora mi fanno ridere un sacco, eh sì un sacco di volte.
Giugno 2007 in Trentino, per l’esattezza Trento City, Centro Sociale Bruno. Con immensa gioia, ed anche un poco per necessità, ho potuto assaporare per una quindicina di giorni la fantastica e sorprendente vita di un centro sociale del Trentino: il Bruno. Come in tutti i centri sociali che si rispettino, anche al Bruno esisteva un gruppo unito di giovani donne che volevano giustamente affrontare tutte, ma propio tutte le tematiche riguardanti il genere Donna.
Quando io arrivai al centro, era già stato indetto un giorno (il martedì di-genere) in cui si discutevano, si organizzavano e si dava forma a progetti, indirizzati all’avvicinamento e alla sensibilizzazione del pubblico come dei compagni, al mondo Donna. Il loro sforzo si potrebbe tradurre come una serie di azioni a favore della sensibilizzazione alla figa ma credo propio sia una definizione poco femminista.
Con il gruppo, tra l’altro quasi tutte mie amiche, ho avuto da subito un buonissimo rapporto anche se gli puzzava un poco che non affronttassi con frequenza argomenti in difesa delle donne o a sfavore degli uomini; vabbeh, ognuna è femminista a modo suo, ed ero comunque ben accetta. Ciò che propio non potevano accettare era la mia fantastica idea di indire il mercoledì de-genere; giorno in cui si cercava di aprire nuove porte, della mente, del grande ex-Mayer e dell’universo tutto. Insomma come dire, la gente beveva-mangiava-si drogava-ruttava-cantava-rideva-ballava, senza forma né genere, solo un grande grande de-genere.
I giorni scorrevano sereni, fino a quando… Per la grande serata di-genere (non riporto il programma ma posso dire che c’era un numeroso pubblico trentino), Cristian diede il meglio di sè per far imbestialire le povere femministe che nulla poterono contro di lui. Il cortile si riempiva di gente e mancava sempre meno al discorso d’apertura, quando ecco che al terzo piano, proprio sopra il telone per la proiezione dei film, da una finestra sbuca lui : Cristian, con un sorrisetto diabolico e con qualcosa nella mano: un tubo? no; un gran cannocchiale? no. Con lentezza e serenità si sporge un pochetto di più e piano piano srotola un enorme poster di Play Boy: un gran pezzo di bionda tutta vogliosa che ora guardava dall’alto un pubblico a dir poco sbalordito… ah ah ah… sorpresa… scherzetto… ah ah ah…

L'ospite d'onore
C’è chi ha riso, chi non capiva bene come reagire, qualcuno forse se ne è pure vergognato ma in generale lo scherzo è ben riuscito. Ma c’era una parte diabolica… lo scherzo non finiva lì perchè lo scherzo non finiva proprio: le donne, più incazzate che scandalizzate, corsero come delle pazze fino alla stanza di Cristian per mettere fine a al dramma ma trovarono la porta chiusa, e il poster stava dall’altra parte. A nulla servirono gli insulti e le minacce (anche di linciaggio), quella porta non si aprì. La signorina del poster diventò l’ospite d’onore della serata e mai se ne lamentò. Chi si lamentava erano le ragazze che con un duro lavoro di autocontrollo non sfondarono quella porta e diedero il meglio di sè perchè il fattaccio non diventasse scandalo.
Mentre tutto questo succedeva io me la ridevo e pensavo: bravo Cristian. Volete sapere cosa è successo alla signorina del poster? Nulla di grave, state tranquilli. Cristian la difese fino a tarda notte, fino a quando l’assedio davanti alla sua porta finì; alle prime ore del mattino se ne andò furtivo e lì la lasciò, a salutare il sole che sorgeva.